I turchi iracheni sono il terzo più grande gruppo etnico in Iraq (13% della popolazione), dopo i curdi e gli arabi, concentrati nelle province di Mossul, Erbil, Kirkuk, Salahaddin e Diyala. La regione ha molte risorse naturali, soprattutto petrolio e gas, e c'è una vasta produzione di cotone. I turchi iracheni si distinguono dai loro vicini curdi e arabi per la lingua e la cultura allo stesso tempo. Questo ha determinato che siano costantemente negati i loro diritti politici e soffrano spesso la cosiddetta "assimilazione". Un altro passo contro i curdi iracheni è stata l’"assimilazione", un programma che è diventato politica di Stato dal 1971, quando l'Assemblea Generale del Partito Baaht ha deciso di completare l'arabizzazione di Kerku, nel 1980.
Il Parlamento Europeo ha adottato una Risoluzione sulle minoranze irachene, tra cui i turchi iracheni, condannando gli attacchi contro la comunità turca e chiarendo che "nonostante i riferimenti nella Costituzione ai diritti dei turchi iracheni e altre minoranze, queste continuano a subire violenza etnica settaria e discriminazione" e ha invitato il governo iracheno a "prendere le misure necessarie per garantire la sicurezza e la protezione a tutti i cittadini in generale e soprattutto alle minoranze etniche e religiose in particolare".
L’Organizzazione delle Nazioni Unite non Rappresentate (UNN) ha appoggiato la Risoluzione, emanata in un momento cruciale per la comunità turca in Iraq, dove sono spesso vittime di violenti attacchi settari, come quello del 23 gennaio 2013 da un suicida che si è fatto esplodere all'interno di una moschea, uccidendo 42 persone.
Diverse organizzazioni cercano una maggiore autonomia per i turchi iracheni, ma si distinguono il Partito Nazionale Turco-Iracheno (INTP) e il Fronte dei Turchi iracheni (ITF)
Dati dei Turchi iracheni: Status: gruppo etnico di minoranza; Popolazione: 3 milioni; Lingua: turco.

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