giovedì 14 novembre 2013

Ogoni

Ogoni
Nel 1957 la compagnia petrolifera americana Shell irruppe nei giacimenti del Delta del Niger iniziando un processo industriale che ha colpito non solo la società Ogoni, ma tutta la Nigeria, anche se le vendite di petrolio rappresentano quasi il 90% delle entrate nigeriane per esportazione. Per gli Ogoni, che vivono nella regione da oltre 500 anni, i costi sociali e ambientali sono stati molto elevati: il crescente aumento della povertà, perché oltre alle installazioni petrolifere e alle raffinerie, non ci sono altre industrie in Ogoni per ridurre la disoccupazione, il che aumenta il degrado psico-sociale.

Le compagnie petrolifere, soprattutto Shell, non hanno stabilito un sistema equo di compensazione. La Shell, inoltre, è stata coinvolta in conflitti nelle comunità, applicando la regola del 'divide et impera', dato che paga i capi tribali per mantenere la calma nelle loro comunità, come pure i giovani violenti, in modo che proteggano le loro strutture nella zona.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite non Rappresentate (UNN) condanna qualsiasi tipo di sfruttamento delle risorse naturali che compromette l'ambiente locale e quello culturale. L’UNN ha criticato la distruzione causata dalla compagnia Shell nella zona, a partire dallo sviluppo di canali, strade e oleodotti che hanno infiltrato le correnti e le insenature del Delta del Niger.
Lo sfruttamento degli idrocarburi in Ogani è stato effettuato senza consultare questo popolo. La UNN appoggia i diritti sulla terra dei popoli indigeni e chiede che le decisioni politiche non siano prese senza il consenso di coloro che vivono in queste terre.
Dati di Ogoni Status: diverse nazionalità etniche; Popolazione: 850.000; Superficie: 1.000 km²; Capitale: Bori; Lingua: Khana Gokana ed Eleme (marca Beneu-Congo delle lingue africane); Religione: Cristianesimo e credenze tradizionali

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